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Commenti a: AGV togli il tricolore e lascia solo il rosso...
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Info utente #62678723
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Abbiamo avuto altre due storie postate sull'AGV. Le pubblico qui:
Riky_s scrive: "letto l'articolo che la AGV chiude e mette 'a spasso' 182 dipendenti perchè data la concorrenza asiatica non regge i costi di produzione, lancerei una campagna affinchè nessun motociclista acquisti mai più un prodotto di detta casa, incapace di stare sul mercato grazie ai suoi manager e non certo agli operai che ora si troveranno a spasso. complimenti" Francesco [mailto] scrive "Ho appena letto la "Splendida" news della AGV: produrre in Italia costa troppo per cui si va in Cina con l'aggravante di un sacco di dipendenti Italiani in mobilità. Bene amici motociclisti l'AGV va a produrre in Cina allora venda i caschi in Cina; è ora di farsi sentire, dobbiamo valorizzare i nostri prodotti ed il nostro lavoro per il bene di tutti. La mia proposta è semplice: boicottare il prodotto a favore di chi ancora oggi è disposto a guadagnare meno piuttosto di continuare a produrre in Italia. Siete d'accordo??? P.S. Immaginatevi una Ducati "MADE IN TAIWAN"!!!!!!!!!!!" --Matteo "No! Try not. Do. Or do not. There is no try" volevo postare anche io un articolo sull'AGV.
Sono rimasto molto spiaciuto e soprattutto amareggiato per questa cosa. Come prima idea ho deddo beh speriamo che rossi Cambi sponsor cosi venderanno meno... poi ho detto beh impossibile... allora come detto da quelcun altro, spoero proprio cambino il loro logo, perche la bandiera italiana, non eì piu il caso la usino! Siamo nell'era della globalizzazione: l'unica speranza per la sopravvivenza economica dell'Italia è esportare non il solo Made in Italy ma anche e soprattutto valorizzare quello che i cinesi non avranno mai: Il 70% del, patrimonio artistico/culturale del mondo, mari e monti da favola , citta uniche al mondo etc. etc. e la cultura nella quale sono nati e cresciuti gli Italiani negli ultimi 2000 anni di storia e civiltà.
Guai farci soffiare la gestione esclusiva di tutto ciò: altro che caschi cinesi o moto taiwanesi!!! Quello che è esclusivamente nostro deve rimanere nostro !! La Ducati é da tanto che non è più italiana ( fondo d'investimento americano etc)e nemmeno più lo è nel design: lo hanno affidato ad un francese !!! E i risultati si vedono.........e anzi non si vendono! Ecco dove sbagliamo: non è importante tanto da dove vengono i prodotti ma da che menti sono stati progettati!!! La globalizzazione dei mercati e dell'economia non si possono fermare e men che meno lo può fare una "nazioncina" ( economicamente parlando) come l'Italia: o siete ancora convinti che siamo una potenza mondiale ???? Di sicuro non ci dobbiamo per questo vendere per niente ma soprattutto il nostro ingegno, la nostra creatività e fantasia non devono abdicare o sottostare a nessun altro popolo o civiltà. Tornando alla Ducati, per esempio, come può un francese capire gli italiani??? Ci diranno che le Ducati si vendono nel mondo: e allora??? Le Ducati sia i francesi che i tedeschi o chichessia se le vogliono ( e come se le volevano!) se le cuccano sotto forma di italian style!Non importa se con le Marzocchi o con le Showa (sono solo esempi) ma fatte solo con il meglio del mercato e prodotto e costruite secondo lo stile italiano.Castiglioni avrà tanti difetti ma la sua visione di cos'è il prodotto italiano è sotto gli occhi di tutti: qualcuno osa dire che la MV F4 è bella (o brutta) come una 996 ??? Qualcuno dirà che non va poi così tanto bene: perchè gli scrambler o le 750/900 degli anni 70/80 erano così perfette allora ???? Il fascino, il mito non si discutono come i serbatoi o le selle..... Il "problema" è complesso da analizzare: a quanto pare in Cina (o Thailandia, o quello che è) andranno solo i modelli economici, mentre i modelli di gamma più elevata verranno prodotti in Europa da altre case specializzate (Acerbis, Schubert o chi per loro). Questo mi porta due considerazioni: uno, vuol dire che la gente compra ancora i caschi più economici che, benchè omologati, nessun motociclista serio si metterebbe sulla testa. Secondo, ma i caschi "migliori" non potevano continuare a farli lì? Quale è il risparmio effettivo di questa operazione? Sono sicuro che le macchine utensili sono praticamente già vendute, probabilmente alla stessa società cinese o birmana che produrrà per loro, mentre gli oramai ex-dipendenti un posto dove andare non lo hanno. Lo stile di AGV, ovvero puntare su prodotti di fascia medio-bassa con l'occasionale pezzo di qualità, non ha pagato: ormai il mercato è diviso tra prodotti d'alta fascia (Shoei, Arai, Suomy, etc.)e prodotti molto economici, che magari hanno buoni standard di sicurezza ma risparmiano molto sulle finiture. Quindi...
E' semplicemente inaccettabile.
Un casco non è una penna a sfera, non costa pochi centesimi. Un casco è uun oggetto di alta tecnologia su cui vi sono ricarichi immensi (il costo di produzione è ridicolo rispetto al prezzo di vendita all'utente finale...) ...L'unica motivazione del trasferimento degli stablimenti produttivi è la sete di denaro....sulla pelle di così tanta gente? No, grazie...eviterò scrupolosamente il marchio d'ora in poi. La questione è complicata, io non la trasformerei in una crociata solo contro l'AGV, che non è l'unica azienda italiana che produce in Cina.
E se guardiamo le etichette di numerosi prodotti che compriamo, troviamo che non sono "Made in Italy" (noi abbiamo appena comprato un ferro da stiro della Imetec, azienda italiana, ma l'etichetta riportava "made in China"!!!). Io trasformerei tutto questo in una crociata contro chi prevede strumenti come la cassa integrazione o la mobilità, permettendo a manager incapaci e avidi di mandare sulla strada lavoratori italiani per produrre all'estero, ma presentandosi sul mercato con il prestigio del "Made in Italy". E' vero, siamo in Europa e siamo nel mondo, non dobbiamo più pensare unicamente a "mogli e buoi dei paesi tuoi", ma non è accettabile che un'azienda italiana mandi a casa tutti o quasi i suoi dipendenti per sfruttare le condizioni di disagio di un paese, dove la tutela dei lavoratori è, al momento, un termine completamente sconosciuto. Scriverò anche alla AGV, dovremmo farlo tutti. questo è il business...
un appunto,tutti a criticare l'agv,però vorrei fare un piccolo sondaggio:quanti di vuoi hanni un casco agv o italiano? io avevo un arai rx 6 xx,mi è stato rubato e su consiglio di un amico ho comprato un agv gp pro replica valentino mugello 2002.bene,rispetto il mio arai costa quasi la metà è non ha niente da invidiare al giapponese come materiali,finiture,confort.allora perchè ho letto vari forun dove tanti consigliavano arai-shoei senza neanche provare la concorrenza?c'è poco da fare i moralisti quando 182 famiglie non sanno dove andare a mangiare... io sono un venditore di automobili,vendo fiat e anche se ho 25 anni faccio questo mestiere da 8 per cui posso dire la mia.una stilo non ha niente da invidiare ad una golf5,eppure costa mediamente3/4 mila euro in meno e la gente non la compra.la ww vende il nome.dopo però non meravigliamoci di casse integrazioni e mobilità varie. fiat=agv wolkswagen=shoei-arai meditate gente.... il fatto e' che purtroppo la fiat si e' fatta una bruttissima nomea ed e' difficile da recuperare...
e' quella la loro fregatura, ora stanno facendo macchine dececni, ma prima provavano a contrastare la golf con la tipo e successivamente con la Bravo, macchian posseduta dai mei, ed era un vero pacco.... alle volte la fama che ti fai la paghi per gi anni a venire..... ciao tuma.
io sono d'accordo con te,quando rimani scottato è difficile cancellare la ciccatrice. volevo solo dire che la gente compra(o NON compra)quasi esclusimente il marchio... epppoi permettimi,ho letto vari forum ducati,se dovessimo basarci su quanto ci ha fatto vedere la casa bolognese in passato come affidabilità... ...col cacchio ceh compero ducati!!!
bravo, io faccio cosi'!!! :-P invece io non compro ducati per altri motivi,non di certo perchè in passato....
ciao bello!!! anche io!!
Era scherzoso il mio appunto! ciao. Concordo sul fatto che il mercato è spesso "strano", ma quale può essere il motivo di una tendenza esterofila? Siamo tutti stupidi?
Io non credo proprio. O forse un pochettino sì, ma mi chiedo comunque perché ci orientiamo su di un prodotto piuttosto che sull'altro (comportamento che riscontriamo anche sull'acquisto delle moto). Forse alcune aziende riescono meglio di altre a soddisfare le nostre esigenze, non solo in termini di prodotto, ma anche in termini di immagine. E il mercato, giusto o sbagliato che sia, premia tutto questo. Ripeto quello che ho scritto nel mio commento: nelle aziende italiane, purtroppo, i manager sono incapaci e indolenti. Lo dico a ragion veduta, non è il solito luogo comune, potrei citarti decine di esempi vissuti in prima persona. Di AGV non parlo perchè non ho esperienza dirette, anche se ne ho sentito parlare molto bene, ma, per favore, non paragoniamo neanche le case tedesche con la fiat!
E lo dico da possessore di fiat (minuscolo di proposito). Non dico che le altre non abbiano problemi, ma la mia esperiena con la bravo non la definirei esattamente positiva. Ciao, Merlino. premesso che non sto vendendo ma parlando con 'amici',io non ho parlato di bravo ma di stilo e aggiungo modello 2004...
io dopo 5 anni di mercedes(e potrei raccontarne....)il mito delle tedesche l'ho sotterrato...e se hai letto i miei post sono una persona obbiettiva!! Concordo e non mi sembrava di aver assunto toni polemici, se così sembra me ne scuso.
Secondo me, ma stiamo andando OT, il problema è il prezzo, di tedesche non ne ho mai avute, ma sento parlare di problemi solo nei modelli degli ultimi anni (soprattutto su VW, di Audi pochissime e di BMW praticamente zero). Comunque tornando ad AGV il loro problema è sopravvivere, se altri vanno in Cina sono costretti a farlo anche loro, anche se controvoglia. Ciao, Merlino. no andrea,non hai assunto toni polemici.io volevo dire,in sintesi,che la gente prima di spendere 600 euro per un arai dovrebbe provare un agv da 350.forse le 182 famiglie ringrazierebbero...
ciao bello!! e comunque audi ha gli stessi problemi ww(sono le stesse macchine...)e anche bmw ha i suoi cazzi(vedi trasmissione,pompe gasolio e common rail,elettrici/elettronici...)
signori miei, mi invitate a nozze.
mia moglie lavora in una officina, concessionaria volkswagen. la qualità e la difettosità media del prodotto audi volkswagen è semplicemente spaventosa. da rabbrividire. i clienti arrivano sempre più spesso inferociti. la golf non la vuole più nessuno. la polo ha una media di un intervento grave su tre nei primi 5000 km. un disastro. la mercedes non è da meno, la sua affidabilità di marca è scesa agli ultimi posti nel gradimento dei tedeschi stessi. l'unica che si salva è la bmw che ha una affidabilità del prodotto tuttora di primo livello. da questo punto di vista i giapponesi sono al momento inarrivabili, e lo si vede dai 5 anni di garanzia. la fiat è di molto superiore alla volkswagen per qualità. l'unica cosa che loro non lo sanno ancora e non riescono a spendere questo vantaggio..... Anche io sono rimasto colpito dalla notizia. Il massimo è stato che i caschi di fascia alta verranno commissionati ad altre ditte!!
Non facciamo però della vecchia e gloriosa AGV il capro espiatorio di tutte le nostre rappresaglie.Ricordo che la dirigenza, il design, il controllo qualità, insomma le menti resteranno made in italy, come peraltro già avviene in migliaia di altre aziende che neppure immaginiamo. Presumo inoltre (in buona fede)che i 200 impiegati sarebbero stati lo stesso stroncati dal fallimento inesorabile dell'azienda, se fosse rimasto tutto così. Ed infine chiedo a tutti voi, a parte i bei discorsi che sappiamo (me compreso)fare, se tra vari prodotti simili per qualità non finite col preferire quello che vi costa di meno. Il problema della cina sarà sempre più grande, ma il consumatore finale è sempre disposto, di fronte al risparmio, a pagare di più per sostenere e vantare un prodotto italiano o europeo?dovremmo iniziare a farlo Non vorrei che il mio sfogo fosse preso come una crociata anti-AGV. Mi rendo conto che il passaggio alla Cina sia un fenomeno molto più grande e che non coinvolga solo loro.
Mi ha solo rattristato l'idea che una casa che fa del tricolore il suo simbolo lo "tradisca" in questa maniera; che circa 200 lavoratori si trovino "per strada"; che il vantaggio dell'AGV (e di molte alre ditte) sia quello di sruttare la "schiavitù" (è inutile che in Europa ci vantiamo di averla abolita se non ci facciamo remore ad avvantaggiarcene altrove). ciao tucano.
personalmente quello che mi rattrista di più è il fatto che si compri per sentito dire,che si faccia influenzare dalle mode,senza ragionare con la testa propria e senza 'toccare con mano'. concorderai con me che qui in italia la gente pensa che tutto quello che viene dall'estero è migliore.ripeto,non stupiamoci se 182 famiglie sono a spasso.... La mia domanda è:
Ma siamo sicuri che avranno un gran risparmio? Come già detto da qualcun altro i ricarichi sui caschi sono molto elevati, quindi perchè un'altra casa come Schubert o chi sa chi altri dovrebbe produrre per AGV un casco ad un costo inferiore? O se li producessero i jap, tipo Arai o Shoei, quale sarebbe il risparmio? Per la linea economica il discorso cambia, avranno sicuramente un bel risparmio, ma a questo punto meglio che si dedichino solo a quelli e lascino perdere la fascia alta... Fascia che raccoglie, mi auguro, la maggior parte dei motociclisti... Per ciò che riguarda il prodotto italiano, vi ricordo che molte case producono all'estero, per esempio il mio italianissimo giubbotto Dainese ha il passaporto scritto in cirillico... capisco chi dice:nmon trasformiamo la cosa in una crociata...sono razionali...non hanno affatto torto...
...anche il nostro amico venditore di auto ha le sue ragioni...è fuor di dubbio... Però si dà il caso che io mi sia stufato di subire sulla mia pelle (disintegrare il tessuto sociale intorno a me,mi riguarda direttamente) le politiche economiche di tendenza... ...vuoi rpodurre in cina e lasciatre a spasso gli operai qui? Fà pure...ma io non ti comprerò più nemmeno uno spillo. magari non riuscirò a farlo con tutti e in questo modo farò un'ingiustizia all'AGV, per carità...ma ho le spalle larghe e me la sento di convivere col rimorso! adesso sta a vedere che loro lasciano in mezzo alla strada 160 famiglie e mi devo sentire in colpa IO perchè qualche F.d.P. ha bisogno di raggranellare qualche spicciolo in più per permettersi la seta villa... Ma stiamo scherzando? Dice bene l'amico che fa notare come le aziande che vanno all'estero a produrre non debbano fregiarsidel "made in Italy"...ma di sicuro non si arriverà ad un tale risultato con i distinguo ed i ragionamenti complessi... io non discuto sul fatto che io a lasciare a casa 182 famiglie non dormirei di notte,mi premeva far notare che se l'agv(come tante altre aziende italiane...)si trovano in questa condizione è colpa soprattutto del pubblico italiano che scarta A PRIORI il prodotto nostrano perchè l'estero a loro dire è qualitativamente superiore(su che basi lo penseranno poi,vedi confronto agv-arai...).personalmente se il cbr1000 l'avesse fatto l'aprilia,magari con i colori dell'rscube,o la ducati,beh,io avrei speso anche 1000 euro in più...
...io lo seguo il tuo ragionamento...ma tu devi anche pensare che spesso ciò accade a causa di una politica deui prezzi, da parte dei produttori italiani che solo folle può definirsi!
nei mie viaggi, più e più volte mi è capitato di vedere, in farncia e germania, prodotti ducati, aprilia, fiat...(per stare sul motociclistico...ma potrei citare marche di abbigliamento, accessori, calzature...) a prezzi inferiori di quelli che si spuntano in italia... il prezzo d'acquisto di molti prodotti è ingiustificatamente alto ed è motivato solo dalla possibilità di richiederlo. poi arriva il momento in cui le cose vanno male...e poverini, devono spostare la produzione in asia...in pratica vanno a sfruttare dei poveri cinesi per riparare agli errori fatti per esosità negli anni passati... sbaglio? sono parziale, prevenuto e fazioso? bene...non lo nego...secondo me un'azienda che getta suul lastrico 180 famiglie va condannata a morte, chiusa ed estinto il marchio. ..tantè...troppe se ne sono fatte con la scusa degli altri posti di lavoro da salvare...si sono costruite intere fortune! facciamolo diventare un giochetto pericoloso e vedrai che torniamo di colpo alla old-economy. :-) cosa succede all'estero non lo so,però...la gente un arai a 800 euro lo compra,una a3 a 33000 euro anche....
di quelle 182 famiglie,mi dispiace dirlo,dovremmo avere un po' la coscienza sporca anche noi guarda...capisco quel che vuoi dire...ma con me cadi malissimo!!!!Io non compro Coca cola, nessun prodotto nestlè, nessun abito firmato (persino il mio giubbotto di pelle è fatto su misura per me da un artigiano...(anche se il settore motociclistico, in effetti è suscettibile di qualche deroga anche da parte mia...in caso di indumenti protettivi di cui non riesca a trovare prodotti che non hanno viaggiato...)...niente scarpine con la griffe...
...non è poi colpa mia se non mi posso permettere una moto italiana, no? Per quanto riguarda le fiat...guarda...io ho una macchina coreana, fatta in corea da un'azienda coreana...quando l'ho comprata (10 anni fa...perchè io le mie cose le faccio durare finchè possono andare, non le cambio sull'onda della moda...) e non una fiat (nonostante al tempo avessi diritto di accedere allo sconto dipendenti del 15%) perchè non mi sembrava cosa buona e giusta comprare da qualcuno che fa un uso così disinvolto dei soldi pubblici per lasciare in cassa integrazione la gente ad ogni stormir di fronda... :-) le mie colpe le avrò anche io, con il mio bel casco vemar... ma l'utente finale è il più piccolo degli attori di questo dramma...secondo me le responsabilità vanno cercate altrove... ...naturalmente poi tutte le idee sono rispettabili... in cina produce già mezzo mondo, tra cui anche mezza italia.
Del resto questo è l'unico modo per salvare un po'di posti di lavoro (una parte della AGV continua a lavorare qui), altrimenti sarebbe peggio. Tante aziende sono in queste condizioni: chiudere o salvare un po' di posti e demandare la produzione delle linee economiche in quel paese e limitrofi. Del resto io ho una bellissima giacca BMW pagata un sacco di soldi Made in Croatia ed uno stupendo piumone di Armani made in China: perchè non dovrei avere un AGV made in China? La questione di principio va bene, ma come mettere in pratica un boicottaggio di tante, troppe marche che "esportano" la produzione? Mi sembra una via impraticabile: per essere davvero coerenti dovremmo "smontare" e analizzare tutti i dettagli dei produttori di componenti di moto, hi-fi, automobili e palle varie. Cose da pazzi maniaci, al limite dell'esaurimento...
E questo oltretutto non ridarrebbe il lavoro a quei poveri operai cui va tutta la mia solidarietà ed il miglior augurio di trovare al + presto una nuova collocazione. Ciao a tucc Eat my mOOstard! Niente di nuovo sotto il sole.
Cercano di farci credere che, dato che viviamo in un'economia "globalizzata", non dovremmo affatto stupirci del fatto che le linee di montaggio dei prodotti finiti si spostino nei paesi "emergenti". E' un po', per fare un altro esempio, come la spinosa questione della concorrenza che le nazioni nordafricane fanno ai nostri prodotti agricoli: l'olio extra vergine d'oliva italiano, gli agruni utaliani, una gran quantità di tipologie di ortaggi italiani sono in difficoltà nei confronti degli stessi prodotti provenienti da fuori Europa, venduti a prezzi molto più concorrenziali. Orbene, alcuni sostengono che questo stato di cose è l'inevitabile conseguenza del "progresso". Io invece dico che sostenere questa tesi significa mentire sapendo di mentire, oppure parlare di cose che non si conoscono: in altre parole, o si è bugiardi o si è incompetenti. Chissà perchè, infatti, quando si parla di globalizzazione, è solo per giustificare le scelte di politica economica come quelle fatte da Agv. Mai che si tiri in ballo la globalizzazione, invece, quando si tratta di fare qualcosa per riconoscere anche ai lavoratori delle nazioni del terzo mondo gli stessi diritti che (per adesso...) hanno coloro che lavorano in Italia (rappresentanza sindacale, diritto alla salute, diritto alla salubrità dei luoghi di lavoro, diritto a ferie, malattie e maternità, eccetera eccetera)! Il problema è esattamente questo: mi starebbe benissimo che la Agv trasferisca la produzione in Cina, se mi venisse contestualmente garantito che gli operai cinesi ricevano un trattamento paragonabile a quelli italiani che hanno perso il lavoro. Ma tutti sappiamo benissimo che non è così, inutile rigirare la questione. Dunque, io sono strastanco e arcistufo di sentirmi prendere in giro con storielle di flessibilità e di competitività, quando il succo del discorso è semplicemente un ragionamento di questo tipo: "o i lavoratori del mondo occidentale accettano un taglio indiscriminato della dignità e dei diritti che in SECOLI di lotte sindacali e con MILIONI di morti sono riusciti a conquistare, oppure gli imprenditori chiudono baracca e trasferiscono tutte le loro fabbriche in Cina, in India e in Corea, dove a 10 anni vanno già a lavorare, dove se crepi su una macchina utensile non prendi nemmeno la pensione, dove ti pagano con un pugno di riso, dove quando non servi più ti sbattono via come una scarpa vecchia". Ecco dunque cos'è la globalizzazione: è la globalizzazione della guerra tra poveri, in cui a guadagnarci sono i soliti noti, non certamente i poveri cristi. Io pensavo che la globalizzazione doveva significare dare tutele e diritti a chi non li ha, invece di toglierli a chi li ha. Ma evidentemente mi sono sbagliato. Chiedo scusa a lorsignori che tirano le redini dell'economia mondiale. Lamps:-( Vedi: hai ragione, tutto giusto, ma così va il mondo. E purtroppo ad una scala talmente grande ed omnicomprensiva (economicamente e geograficamente) che io e te, gli Amici di Motonline, gli Italiani e nemmeno gli Europei tutti possono cambiare.
Possiamo sperare che quegli operai prendano coscienza delle loro (a volte misere, a volte indecenti, a volte passate per "ottime") condizioni e combattano per l'ennesima volta una battaglia per i loro diritti (umani e professionali). Ma il giorno che dovessero raggiungerli, sai quale sarebbe la nuova questione??? Dove far produrre a basso costo i miei caschi? Ciao Eat my mOOstard! Anche tu hai ragione, ma vedi, il problema è etico. Se la competitività del prezzo di un prodotto è dovuta all'intelligente gestione di un'azienda, niente da dire; se invece è dovuta a sfruttamento di esseri umani, la cosa non mi piace per niente. Il concetto di concorrenza non va disgiunto dall'aggettivo "leale": oggi invece assistiamo molto spesso (troppo spesso...) al massimo della concorrenza sleale, ovvero proprio quella basata sullo sfruttamento di cui dicevo prima.
Non mi sta bene, onestamente. Credo che non stia bene a nessuno di noi. L@mps;-))) Già, ma di che marca sono le scarpe da ginnastica che porti? E il pallone che prendi a calci? E le palline da tennis che sbatacchi di qua e di là? Molto del software che utilizziamo e addirittura gli indumenti intimi che portiamo (a marchio "proud to be italian") indosso sono stati fatti in India... per non parlare delle sorprese dell'ovetto Kinder. I pomodori per la nostra insalata sono prodotti sì al sole del nostro sud, ma il 50% di chi li raccoglie non ha permesso di soggiorno... Le infermiere ormai se non sono spagnole, colombiane o dell'Est Europa non le vogliono, quelle italiane costano troppo e si permettono di chiedere le FERIE! 'Ste zozzone...
Purtroppo non si possono fare rivoluzioni ogni 50 anni, il dazio sarebbe troppo alto, eppoi ci sarebbe qualcuno che finisce col montarsi la testa e rovinare tutto, eppoi si tornerebbe daccapo... Sciauz! Eat my mOOstard! Già, infatti. Del resto credo anch'io che il boicottaggio contro i prodotti non made in Italy non sia un efficace rimedio a questa situazione. Diciamo piuttosto che dovremmo prendere coscienza, nel nostro piccolo, della direzione in cui sta andando questo mondo un po' matto. E incrociare le dita...
L@mps;-))) E mettere le mani unticce di olio esausto sui coglioni... ;-)))
Eat my mOOstard! Gran bel commento Windi, davvero.
Purtroppo la concorrenza dalla Cina è ormai invincibile alle nostre condizioni. Fai un salto nel distretto della calza di Castel Goffredo e te ne farai un'idea. Non stupiamoci se poi l'economia è in crisi, non stupiamoci se per le aziende italiane spostare tutto in Cina o in Romania è semplicemente istinto di sopravvivenza. Non stupiamoci. Anch'io come Windy pensavo delle cose sulla globalizzazione, ma mi sono sbagliato. Capita. meglio di così non potevi inquadrarla 'sta faccenda...il problema è che in modo strisciante convincolno la gente a rinuciare ai propri diritti in nome del progresso...
...solo che usano le parole come gli pare...usano la parola progresso in senso lato, spogliata dei sui significati...fingendo di ignorare che la parola giusta per ciò che cstanno dicendo esiste...ma è REGRESSO... sembra una differenza da poco forse...ma convinci qualcuno ad appoggiarti nel far perdere il lavoro ad un padre di famiglia nel nome del regresso, se ci riesci! Ragazzi, non prendiamoci per il culo.
DA SEMPRE l'industria italiana, salvo casi eccezionali (vedi Ferrari, Maserati, case di moda, ecc.. ecc..) ha fatto leva sulla svalutazione della lira per esportare un prodotto di fascia medio/bassa ad alti volumi di vendita ed a basso prezzo. Con l'ingresso nell'euro, quindi con una moneta forte, questa politica non si poteva più seguire ma molti management hanno insistito in questa direzione (vuoi per stupidità, vuoi per inerzia mentale, fate voi). Risultato? Prodotti di qualità medio/bassa venduti giocoforza a prezzi non più competitivi come prima, quindi fuori mercato. Soluzione? Fare come si fa in Germania, Francia ed ora anche in Spagna (eh si, figliuoli, anche la Spagna ci sta bagnando il naso!): aumentare la qualità ed adottare un marchio tutelato (Made in Italy, per esempio) forte. Oppure. Continuare come prima ma spostare la produzione dove conviene di più in modo da mantenere il rapporto prodotti mediobassi/basso prezzo/alti volumi. Questa si chiama miopia industriale e mi fa molta tristezza, soprattutto quando sento i soliti soloni che si riempiono la bocca con parole tipo "rilancio dell'industrialità italiana"... Ma che vadano a C@...e su un campo di ortiche! Ti correggo: vadano a cacare nel loro casco d'oro eppoi se lo indossino, ché invece di sbattere via soldi in menate del genere potevano pensarci prima! Chissà quanti bei danè sbata' intal cess per fare il casco a Rossi... e i fatti dimostrano che non è servito ad un belino.... Bravi. Bene. Bis. Eat my mOOstard! Mi può dispiacere per le famiglie che con l'AGV non ci mangiano più, ma sono affari e personalmente l'AGV non mi è mai garbata come marca, ho trovato i suoi prodotti "banali" a parte il top di gamma replica Valentino che comunque è ben distante dall'essere regalato!
Va in Cina a fabbricare...poteva chiudere...ma continua in un paese speranza mondiale dello sviluppo economico. Son quasi tutte lì le fabbriche occidentali, e molte altre ne apriranno, recentemente pure Colanino ha stipulato un accordo per Piaggio...l'AGV è solo un'altra...peccato! . ."E' questione di stile" agv gp pro 400 euro
arai rx 7 xx 870 euro. e sul fatto di qualità,confort,materiali...beh,ci sarebbe molto da dire.io li ho provati... ciao luca! p.s.anche con superwhell mi hai demolito il fireblade... ;-) ;-)))
non ce l'ho con te anche se ho pure l'Arai RX7 :-) . ."E' questione di stile" Il mercato è globale...
... l'unica cosa che mi disturba è che gli standard cinesi sono ridicoli ed il loro socialismo di mercato tanto contradittorio e orribile eticamente da rendere francamente vergognoso la nostra commistione con un simile orrido totalitarismo... ... ma c'è poco da fare... CINA SUX Ciao a tutti, ho letto tutti i vostri post ed in linea di massima sono d'accordo con il generale malcontento riguardo le vicessitudini economiche e amministrattive che hanno portato alla svendita di un'altro nostro marchio e l'emigrazione degli stabilimenti, a scapito dei nostri operai. Per non ripetere considerazioni già enunciate, vi propongo di aiutarmi a capire come sia possibile che l'AGV, avendo da tanti anni il massimo testimonial commerciale del mondo relativamente ai prodotti commercializzati, non sia riuscita a vendere tanto da ritenersi neccessario questo ricollocamento aziendale e commerciale. Mi chiedo, chiunque nel motociclismo farebbe a pugni per avere come unico e solo testimonial Valentino, risaputamente un vero fenomeno mediatico oltrechè come pilota, e tutti hanno dimostrato di poter capitalizzare il vantaggio commerciale di possedere Rossi come testimonial, tranne l'AGV. Qualcuno che si intende di economia mi aiuta a capire per favore??
Grazie Doppio Lamp (V) Ara la Cina è in forte espansione economica con una crescita annuale del 10% circa, una cosa stratosferica se si considerano le medie europee dello 2% - 1%.
Hanno leggi che agevolano ed invogliano i capitali stranieri, spazi praticamente infiniti, manodopera a basso costo ed un mercato composto da 1 miliardo di potenziali clienti . AGV non punta evidentemente a risparmiare sul salario di 185 poveri cristi, ma ad essere sul posto per vendere i suoi caschi ad un bacino di utenza abnorme. Del resto l'economia è questa e fino a quando le imprese viveranno di profitti ( differenza tra costi e ricavi) non c'è altro da fare che adeguarsi. Io mi adeguo e se AGV fa un casco che mi piace al prezzo che ritengo interessante, non vado certo a guardare il MADE... Brazo, ciao fetecchione. Grazie dott brazo, non sapevo lei si intendesse anche di economia e mercati, oltre che di.....di......di cos'altro ti intendi?? ;-)
ciao fetecchiao (ho Arbore in sottofondo, ndr...) Doppio Lamp (V) Per i non addetti ai lavori voglio precisare che la AGV già da tempo non è più di proprietà italiana ma della belga LAZER Helmets.Non mi meraviglio assolutamnete viste le precedenti gestioni, Amisano per primo compreso, poi Piaggio etc. Ma tant'è che "nemo profeta in patria" comunque!!! Ma lo sapete che c'è chi cerca sulla rivista motociclismo l'importatore dei caschi SUOMI per l'Italia ?? Mi vengono i brividi: nel nostro piccolo mondo di motociclisti purtroppo si guarda molto di più all'immagine, ai piloti, alle grafiche ( dei pilti però) che alla qualità. Molte ditte non hanno investito sul prodotto e sulla qualità in generale ma molto,forse troppo sul marketing ed è solo una conseguenza di queste loro scelte se vanno in difficoltà ed quasi giusto che chiudano!I casi in passato sono stati tanti:bsati citare Bieffe e i suoi sottomarchi, Lem ora acquisita dagli spagnoli, AGV come sopraddetto ed altri sicuro che verranno. Dispiace ovvio per le maestranze.
Lasciamo stare i cinesi che se i caschi li omologano vuol dire che li sanno fare. Poi se le omologazioni sono false ....siamo alle solite italianate, anche se recentemente in Lussemburgo ci sanno fare parecchio con i trucchetti..... ( dalle marmitte ai caschi E13 docet: a buon intenditor....) Tornando ad AGV personalmente credo non abbiano mai avuto il coraggio, di certo non le opportunità, di produrre caschi di grande qualità e di alta gamma preferendo non scontrarsi con i grandi veri o falsi miti di Shoei e Arai.Credo che avessero il dubbio che il mercato non gli avrebbe riconosciuto un prezzo a livello dei giapponesi: comunque gli sono mancate, commercialmente, le "palle". Così per anni AGV ha commercializzato veri e propri cessi di caschi sia a prezzi da Far-East che a prezzi medio alti ma scontati da paura pur di fare numeri: e poi ci lamentiamo oggi dei cinesi??? Per fare un paragone con la FIAT: come può mai competere con i tedeschi o meglio oggi con giapponesi e coreani se per anni si sono specializzati in Panda e Punto, in sconti e promozioni quasi le vetture si vendessero a peso e non per i contenuti??? Per forza hanno dovuto o dovranno allearsi con gruppi più grossi ( o morire). I discorsi sarebbero molto lunghi e troppo da addetti ai lavori quindi mi fermo qui. Un consiglio:aprite gli occhi e badate di più alla sostanza, alla qualità,all'innovazione e meno ai piloti e alle pagine patinate della pubblicità!!! C'è sia da risparmiare che da acquistare ottimi prodotti. | |